La paura di amare

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paura di amare

Nell’immaginario collettivo l’amore è qualcosa di stupendo che investe le nostre vite e in quanto tale desiderabile. Molte persone però hanno paura di amare ed essere amate. L’innamoramento verso qualcuno o da parte di qualcuno può mettere in crisi e far scaturire sentimenti di paura e avversione.

La paura di amare ed essere amati (o filofobia) non può essere spiegata in modo universale. Ogni persona mette in gioco delle parti di sé nel processo amoroso. Queste parti sono differenti per ciascuno, per ciascuna relazione, per ciascuna fase di vita. Ha a che fare con la propria personale storia di vita. Ciò che è comune alle varie persone è la centralità di queste parti messe in gioco.

 

L’amore tocca sempre su corde vitali.

 

Del resto è grazie a delle forme di amore che esistiamo e che ci siamo mantenuti in vita dopo essere venuti al mondo. Questo è l’amore fatto di attenzioni e cure.

A questo amore sono inevitabilmente collegati tanti significati personali. L’amare o l’essere amati riporta a un mondo personale. Espone a un universo di sensazioni vissute in altri tratti della propria vita. Entra in gioco tutto ciò che si è, silenziosamente, imparato sulle relazioni.

 

Vincoli percepiti

 

Chi ha paura di amare o essere amato spesso rivive nella vicinanza amorosa delle sensazioni di vincolo.

Alcuni esempi di come questo vincolo si declina:

  • Paura di perdere il controllo: 

    non essere più pienamente padroni delle sensazioni vissute

  • Paura di doversi rivelare:

    avvicinarsi e lasciarsi avvicinare implica un farsi vedere dentro e magari deludere o essere giudicati

  • Dover mantenere gli standard:

    sentire che l’altra persona ha delle precise aspettative su come ci si comporta quando si ama

  • Sensazione di inadeguatezza:

    non riconoscersi nell’immagine che l’altra persona ha di sé, attraverso le lenti dell’innamoramento

  • Profezia dell’abbandono:

    rischiare di legarsi con sentimenti di amore espone al dolore di un potenziale abbandono

  • Rifiuto della vulnerabilità:

    l’amore può far sentire messi a nudo e lascia scoperte le ferite passate

  • Mantenimento di sé:

    le aspettative dell’altra persona su cosa significhi essere amata può implicare una pressione su di sè, al fine di adattare e cambiare il proprio modo di amare e farsi amare

 

L’impresa epica

 

Chi ha paura di amare o essere amato vive nel conflitto. Desidera l’amore, ma non sembra poterselo permettere.

Sembra una principessa chiusa in una prigione dorata, che desidera un eroe che spezzi le sbarre della prigione e la porti in salvo. Tuttavia la prigione è dorata e non sembra affatto male. La principessa lì dentro si sente anche protetta. Uscire per lei significherebbe entrare in una prigione peggiore, in cui dovrebbe cambiare la sua routine e in cui forse perderebbe quel che ora la fa sentire comunque libera. A suo modo.

Molto spesso chi decide di voler essere quell’eroe lo fa a proprie spese e vive a sua volta un doloroso conflitto. Talora si sente fiducioso e invincibile, certo che con la forza del suo amore spezzerà quelle sbarre liberando la principessa. Alternando a questa forza momenti di resa e sconforto, in cui la sbarre della prigione sembrano invincibili e la principessa in fondo si sente protetta e sicura dietro di esse.

 

Prendere a picconate l’autostima

 

La paura di amare o essere amato non può essere risolta dall’esterno. Occorre capire quali vissuti e profonde sensazioni sono collegate all’amore e al legame. Quali tesori personali vengono minacciati dalla vicinanza di qualcuno che ama e desidera legarsi. Cosa si rischia di scoprire di sé, lasciandosi condurre in questi sentimenti di amore.

Spesso, avendo a che fare con una persona che ha paura di amare o essere amata, ci si illude che sia questione di tempo. Che il proprio amore sia così grande da bastare per abbattere ogni paura della persona amata. Spesso, purtroppo, l’unica cosa che viene abbattuta è la propria autostima. Ogni scommessa verso la presa della prigione è una picconata alla propria autostima.

Ci si scopre vulnerabili più di quanto si potesse immaginare. Ci si sente impotenti e allo stesso tempo ingaggiati in una impresa titanica. Pensare di cambiare le cose solo col proprio amore può significare fare enormi investimenti su fondi ad elevato rischio.

 

Che fare allora?

 

Ascoltare. Chi ha paura di legarsi impiega gran parte delle sue energie nell’evitare che ciò succeda. Inutile pensare che sia vittima. Apri le orecchie e ascolta quello che ti dice. Scopri di avere davanti una persona impegnata a difendere ciò che ritiene troppo rischioso per sé. Non importa se si sbaglia. Le paure sono così. Intervengono e azionano i sistemi di protezione. Che il pericolo sia reale o meno. Hai davanti un dispositivo funzionante. Nessun guasto, nessun errore. Il sistema rileva un pericolo e aziona la protezione. Non importa cosa tu reputi pericoloso e cosa no.

Osservare. Una persona è ciò che fa, non solo ciò che dice. Comportamenti di evitamento e distanziamento sono dei messaggi precisi. Non si può ignorarli. Cercare continue giustificazioni sul singolo comportamento porta solo a oscillare tra rabbia e remissione.

Tenere il filo. I singoli comportamenti che possono apparire in contrasto hanno sempre un filo che spiega tutto e tiene insieme le contraddizioni. Il filo può non piacere e, essendo qualcosa da costruire raccogliendo elementi frammentati, può succedere che a un passo dall’aver preso una posizione si torni indietro e si rimetta in discussione tutto. Più volte. Tuttavia non scegliere è una scelta. Questo vale per entrambi. Anche capire ciò che c’è da capire è una scelta.

Curare. L’impresa di conquista della principessa prigioniera porta a dimenticarsi di sé. La promessa di una felicità futura fa trascurare il benessere presente. Ci si trova così a rinunciare, un pezzo per volta, ai propri bisogni. La perdita dell’amore di sé è il primo rischio, nella ricerca di amore. Chiedersi di cosa si ha bisogno e trovare le vie migliori per colmare quei bisogni può aiutare a ridimensionare le sofferenze amorose.

Canalizzare il coraggio. Per porsi come eroi salvatori ci vuole coraggio in dosi massicce e spesso si sente che questo può venire dall’amore che si prova. Il coraggio impiegato nel tentativo di contrastare ciò che l’altra persona sta portando avanti, diventa un coraggio a fondo perduto. Quello stesso coraggio talvolta è necessario per riprendere in mano la propria vita e investire su questa. Lasciare non significa perdere.

 

 

Che si abbia a che fare con una persona che ha paura di amare ed essere amata o che si sia quella persona, è opportuno chiedersi cosa impedisce di uscire dal conflitto personale.

Quali convinzioni aleggiano intorno alla propria idea di amore e coppia? E, soprattutto, cosa fa credere che quella che si sta percorrendo sia l’unica strada percorribile?

Se si tratta di un tragitto accidentato e doloroso, può valere la pena trovare alternative. Ci sono sempre.

 

 

 

 

 

 

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Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Aiuto adolescenti, adulti e coppie a costruire percorsi verso i loro obiettivi e il loro benessere. Insieme tracciamo la posizione di partenza, la direzione e il tragitto verso la meta.

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