Quasi amore: come riconoscere le relazioni surrogate

decluttering
Decluttering: sai di cosa hai bisogno?
8 novembre 2017
aspettative
Le aspettative non sono il demonio. (Se le tratti bene)
22 novembre 2017
relazioni surrogate

Una volta ho assaggiato del cioccolato proveniente dalla Russia. Ero curiosa e allettata, ma quando ne ho sentito il sapore è stata una grande delusione. Era dolciastro, stucchevole e per niente avvolgente.
Mi sono chiesta perché avesse quel saporaccio e qualcuno mi ha spiegato che non era vero cioccolato, era surrogato!
Ecco, se anche tu ami il cioccolato e hai una vaga idea della differenza che c’è tra cioccolato e surrogato di cioccolato, non serve che io aggiunga altro.

 

Riguardo alle relazioni funziona allo stesso modo.

 

Mi riferisco ai rapporti d’amore in particolare. E, ancora più nello specifico, a quelle storie dove ci sono mille paletti e magari sopporti quei paletti pur di mantenere quel poco che hai.

Sono relazioni surrogate quelle in cui non ti senti libera di fare una chiamata quando ne avresti voglia.
Quando il comportamento è molto diverso tra la sfera intima e quella pubblica.
Sono relazioni surrogate quelle in cui non puoi essere spontanea.
Quando calcoli tutto: i tempi per inviare un messaggio, il numero dei giorni in cui è lecito che non ci si veda, le faccine che puoi inserire nei messaggi,… e quasi nulla è lasciato al caso.

Sono relazioni surrogate quelle in cui, a un certo punto, ti sei trasformata in un detective e raccogli indizi favore delle due tesi principali: c’è interesse/non gliene frega niente di me. E l’ago della bilancia non si ferma mai del tutto in uno dei due versanti.

E ancora, sono relazioni surrogate quelle in cui passi dal sentirti impotente, al credere che dipenda tutto da te:  ci metti tutte le tue energie per capire come comportarti pur conquistare il suo cuore definitivamente.

Passi dal sentirti una stupida che si illude e si fa del male da sola al sentirti la persona più speciale al mondo, perché in fondo, se una qualche forma di relazione tra voi resiste, vuol dire che vali la pena.

 

La cosa singolare

 

è che in queste situazioni si fa di tutto per evitare di stare male, per evitare una chiusura e quindi anche per evitare che le cose possano cambiare. Entrambe le persone sono impegnate a tenere tutto in equilibrio. Una non chiede troppo, l’altra non chiude, una non osa stufarsi, l’altra continua a esserci (a suo modo).

Eppure, volendo evitare di star male, non ho visto nessuno, fin’ora, star bene.

Se tutte le risorse che hai sono investite per mantenere l’equilibrio presente, sebbene sia basato su mille mancanze, su un senso di abbandono, sull’impossibilità di affidarsi e sul controllo di desideri e sentimenti, come puoi uscirne? Ma anche, come potrai resistere in futuro?

 

Il futuro!

 

È proprio questo che manca.
E forse è proprio per questo che continui a resistere.

Fiondarti su una relazione di questo tipo, dove non puoi entrare con tutta te stessa, in fondo ti mette al riparo dal fare piani, metterti in gioco, osare di spingerti oltre alcuni limiti. Finché sei occupata a tamponare l’infelicità, non pensi alle mille avventure che puoi vivere, non formuli molti altri desideri che potrebbero invece essere realizzabili e che metterebbero in gioco altre parti di te. Insomma, non metti a verifica altri esperimenti, non cresci e non rischi di conoscere e far conoscere al mondo altre parti di te.

Finché sei in una relazione surrogata puoi non scoprirlo mai se sei impotente o se le cose della tua vita dipendono da te, se sei una persona sciocca o se vali moltissimo. Finché cerchi queste risposte ponendoti le stesse domande, sei al riparo dal trovare altre risposte su di te e sul tuo diritto e, soprattutto, sul tuo modo di dare e ricevere amore.

Nelle relazioni surrogate l’ago della bilancia non si ferma e tu ti impegni a osservarne ogni oscillazione, senza distogliere lo sguardo. Chissà cosa ti stai perdendo intorno.

 

Forse credi che, in mancanza di dessert, sia meglio il surrogato di cioccolato che niente.

Io invece posso assicurarti che, dopo aver esserti nutrita, il cioccolato è un piacere. Non colma il tuo fabbisogno nutrizionale, ma appaga e rende piacevole un momento. Se trovi solo un surrogato, provalo una volta, poi, probabilmente non vorrai più rovinarti il palato coccolato dai sapori precedenti. Non credi?

 

 

 

Vuoi ricevere 6 Passi alla meta: Guida pratica che costruire sentieri dove non ci sono?


Iscriviti alla Lettera Alternativa

 





 

 

Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa

Aiuto adolescenti, adulti e coppie a costruire percorsi verso i loro obiettivi e il loro benessere. Insieme tracciamo la posizione di partenza, la direzione e il tragitto verso la meta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *