Regali, complimenti e l’arte di ricevere

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Sapevi che ricevere è un’arte?

In questo periodo molti pensano a doni da fare alle persone che amano o che semplicemente stimano, in occasione delle feste natalizie, e molti si troveranno a fronteggiare il disagio di ricevere quei doni. Ma perché viene così difficile accettare ?

Credo che ogni volta che ci sentiamo male nel ricevere parole di stima e affetto, apprezzamenti e doni, da qualche parte dentro di noi parte una vocina che si fa portavoce delle nostre insicurezze e della scarsa autostima.
Ecco alcuni esempi di cosa dice questa vocina e le mie considerazioni.

  1. Non te lo meriti!

    Davvero bisogna necessariamente far fatica per ricevere qualcosa? É lo stesso principio che applichi tu nel donare? E se sì, cosa ti fa credere che chi ti sta omaggiando non lo abbia già applicato il principio del merito?

  2. Cosa dovrai dare in cambio?

    Ehi, qualcuno qui ha imparato che si può ricevere soltanto dopo uno sforzo uguale e contrario a quanto si riceverà (sì, parlo di te!). Quello che non hai ancora imparato però è che quello che dai è niente in confronto a quello che sei: a volte le persone vogliono solo riconoscerti questo!

  3. Potresti deludere!

    E così la tua mossa è quella di evidenziare ciò che invece non va? vuoi mettere in chiaro che non ci si aspetti troppo da te, che sei ben lontana dall’ essere perfetta, Ti svelo un segreto: questo è già evidente e se qualcuno vuole omaggiarti lo fa per ciò che già sente, non per quello che vorrà sentire. (Anche se può sperare in qualcosa di ulteriore, ma non è in virtù di quello che ti sta omaggiando.)

  4. Dovrai sdebitarti.

    Pensi subito che sarà necessario attivarti per riportare i conti in pari alla prima occasione; vivi i doni come un vincolo da cui non vedi l’ora di sfuggire. Ma vuoi sapere una cosa? Nessuno vuole metterti in gabbia con un regalo o un apprezzamento e nessuno lo fa per obbligo. Perché trasformi e leggi come senso del dovere qualcosa che nasce come piacere?

  5. Non illuderti!

    Ti dai da fare per sottolineare che in fondo non sei speciale, che qualcun altro può meritare complimenti addirittura maggiori di quello rivolto a te o che in fondo non hai alcun merito, magari sei tra quelli che si appellano alla fortuna. Cosa succederebbe invece se smettessi di confrontarti con gli altri e cominciassi a trattenere il bello di te che gli altri ti rimandano?

E tu ti rivedi in qualcuno di questi casi? Come ti comporti quando ricevi regali o complimenti?

Dr.ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr.ssa Veronica Mormina Psicologa
Aiuto le persone a costruire percorsi verso i loro obiettivi e il loro benessere. Insieme tracciamo la posizione di partenza, la direzione e il tragitto verso la meta.

4 Comments

  1. Laura ha detto:

    Mi ci rivedo in pieno. Sono appena entrata in ansia perchè ho saputo che mio cognato vuole regalarmi la sua macchina (una bella e costosa macchina).
    Non sono abituata a ricevere regali, mi sono fatta da me, quel poco che ho me lo sono sempre sudato e guadagnato e tante volte ho rinunciato volontariamente a cose che mi spettavano di diritto.
    Non so perchè, ma questo mi fa sentire a posto, e sempre camminare a testa alta davanti a chiunque.
    Ultimamente però alcune persone mi fanno notare che questo mio non accettare mai alcun aiuto da chiunque, sia quasi offensivo nei confronti di chi si propone di aiutarmi in qualsiasi modo. Ci rifletto molto ultimamente, ma è difficile cambiare a 52 anni…

  2. Susanna ha detto:

    Mi ci rivedo molto: Non riesco ad accettare regali e mi sento tremendamente in colpa / male quando ne ricevo; Non riesco ad accettare complimenti perché so di non riempire il significato di nessuna parole; Sto male al mio compleanno (oggi è il secondo di fila da quando avevo 15 anni) e di conseguenza mi sento in colpa perché mia madre capisce che non sono pienamente felice quel giorno. Sono una ragazza con una vita normale e una famiglia che le vuole bene, i valori affettivi non mancano. Cosa ho?

    • Dr.ssa Veronica Mormina Psicologa ha detto:

      partirei dal suo sentirsi in colpa per quello che capisce sua madre… si prenda per mano e si accompagni verso una scoperta del suo mondo interiore, ne vedrà delle belle, sono certa.

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