Le aspettative non sono il demonio. (Se le tratti bene)

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Le aspettative non sono il demonio. (Se le tratti bene)

aspettative

Con la proliferazione di guru del benessere, si è diffusa anche una bizzarra epidemia: l’allergia alle

a s p e t t a t i v e ” 

Nel mio lavoro clinico noto sempre più persone contagiate e comincio a farmi delle domande al riguardo.

Esiste questo filone di pensiero pseudoscientifico misto a elementi di spiritualità, principalmente orientaleggianti, per cui avere aspettative sugli altri è sbagliato! Ma che dico sbagliato, è proprio il male!

 

Ma perché? Su che base?

 

Sembra che l’origine di tutte le difficoltà umane sia nelle aspettative che si ripongono sul mondo e sugli altri. L’antidoto proposto è una specie di atarassia, dove nessuno si turba, nessuno rimane deluso e soprattutto quello che fanno gli altri non ci tocca.

Magari funziona davvero in qualche segmento della nostra società, ma ritengo che sia tratti per lo più di un ideale rigido e dannoso. Forse più delle aspettative stesse!

Secondo la Psicologia dei Costrutti Personali, ciascuno è impegnato a dare significato al suo vivere e lo fa attraverso l’anticipazione del futuro. Non si tratta di chiaroveggenza o doti paranormali.

Anticipare significa avere nella propria testa delle linee guida per muoversi nel mondo, per decidere di rispondere in un modo piuttosto che in mille altri possibili al cenno di una persona appena incrociata.

Anticipare vuol dire avere un bagaglio di informazioni estratte dalle esperienze condotte e mettere in gioco quelle informazioni nell’incontro con eventi di vita, persone, esperienze nuove o ripetute.

Se non avessimo davvero aspettative sprofonderemmo in una grande apatica immobilità.
Siamo sicuri che sia questo il benessere che cerchiamo e che cercano di venderci?

 

Senza avere aspettative non si va avanti! E noi siamo fatti per andare avanti.

 

Il problema delle aspettative nasce con l’impossibilità di modificarle

 

Per andare avanti, evolverci come esseri umani in relazione tra loro e garantirci la sopravvivenza, dobbiamo essere in grado di modificare le nostre teorie. Esserne consapevoli e riscontrarne i punti deboli.

 

Le aspettative diventano dannose solo quando smettono di essere linee guida e cominciamo a trattarle come leggi.

 

Non ci vengono calate dall’alto, non prescindono dal nostro modo di fare esperienza e di vivere le relazioni con i nostri simili.

Le aspettative non sono comandamenti, piuttosto sono i nostri appunti di viaggio.

 

Siamo noi a raccogliere elementi nel nostro percorso e a prendere nota perché quello che capiamo potrebbe esserci utile qualche passo più in là. Sono le nostre intuizioni e le nostre modalità di decifrare quel che ci succede, man mano, non una volta per tutte.

 

Come trattare le aspettative

 

  1. Non gli diamo la caccia, non le mettiamo al rogo, non cerchiamo di estirparle, non le rinneghiamo.

  2. Riconosciamo che la nostra prospettiva sul mondo è appunto “la nostra prospettiva” e non una fotografia oggettiva a 360°

  3. Se la visuale che abbiamo non ci fa stare sereni o se ci mette di fronte a dei dilemmi, ci ricordiamo che la prospettiva non è il panorama, e che cambiando la prima può cambiare il secondo.

  4. Cerchiamo il modo per ampliare la nostra visuale, riuscendo a trovare continuità tra le prospettive, senza cadere nell’idea che allora tutto ciò che abbiamo visto fin’ora fosse un inganno o un’illusione, ma piuttosto una porzione di ciò che possiamo ancora vedere e sapere.

 

 

E a proposito di cambiamenti e difficoltà a cambiare idea:
il 30 novembre terrò un incontro a Padova presso la libreria Limerick dal titolo “Che ti Cambia? Opportunità e difficoltà nei cambiamenti”. Insieme al collega Alessio Barsaglini parleremo proprio di Cambiamento ed esploreremo alcuni aspetti del cambiamento, guardandolo da un paio di prospettive. Se ti va, trovi tutti dettagli qui.

 

 

 


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Dr.ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr.ssa Veronica Mormina Psicologa
Aiuto le persone a costruire percorsi verso i loro obiettivi e il loro benessere. Insieme tracciamo la posizione di partenza, la direzione e il tragitto verso la meta.

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