Recuperare fiducia in una relazione

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20 Ottobre 2019

Avere fiducia in una relazione dovrebbe poter essere conditio sine qua non per la relazione stessa, soprattutto le relazioni significative, soprattutto quelle che intratteniamo con persone che ci scegliamo.

Spesso le nostre relazioni attuali risentono delle impronte che abbiamo acquisito in esperienze precoci o del passato e ci ritroviamo a essere quelli che eravamo, piuttosto che quelli che potremmo essere.

Avere fiducia in un rapporto, in una persona o nella relazione stessa, significa partire dal presupposto che nulla di negativo può accaderci per volontà o responsabilità di quella persona. La fiducia nell’altro deriva da una valutazione, non sempre consapevole, positiva. Una sorta di stima preventiva ci consente di fidarci e concederci una certa dose di sicurezza.

 

La fiducia in una relazione si può perdere

La mancanza di fiducia può avere a che fare con gli apprendimenti in campo relazionale, costruiti in relazioni del passato, ma può anche derivare da una perdita di fiducia, in seguito a qualche evento specifico o cambiamento, personale, proprio o dell’altro, o di condizioni esterne e situazionali (che sfociano comunque in un cambiamento personale, o almeno nella percezione di un cambiamento).

Gli eventi che possono far perdere fiducia hanno a che fare quasi sempre con l’inaspettato, il tradimento di quello che si riteneva alquanto stabile, la delusione derivante dall’imprevedibile e indesiderabile.

Perdiamo fiducia in una persona quando le sue scelte sembrano non tenere in considerazione una certa comprensione del nostro mondo o non rispettarla. La nostra fiducia viene meno quando non riusciamo più ad avere conferma sulle nostre previsioni e sulle aspettative riposte nel gioco dei ruoli che si applicava al rapporto con quella persona.

Non potersi fidare fa soffrire

La fregatura della mancanza di fiducia nella relazione è che ci priva di quella sensazione di sicurezza, stabilità e tranquillità e ci obbliga a riservare molte delle nostre energie per una sorta di “sorveglianza“senza sosta.

Le relazioni in cui manca fiducia sono relazioni stancanti e faticose. Non alleate delle nostre vite, ma veri e propri banchi di lavoro, costante.

Avere fiducia in una relazione non è un dovere

La fiducia in una relazione è un bonus di cui possiamo o meno usufruire.

Vale la pena provare a costruirla, a concederla perché vuol dire concedere molto a noi stessi, ma non può essere un obbligo. Ciascuno di noi entra in relazione con le parti di sé che ritiene di poter portare e con le modalità che riesce a mettere in gioco, non siamo tutti uguali e non dovremmo nemmeno provare a esserlo. Possiamo però cercare il nostro miglior modo. Il modo che ci consente di trarre il meglio dall’esperienze che viviamo, senza troppe perdite.

 

La domanda ora è “come si fa a recuperare o dare fiducia ?”

Come al solito, non lo so!
Ma, come al solito, provo a darvi qualche spunto su cui aprire riflessioni personali.

Dai fiducia a te, in primis.

Partiamo dal presupposto che anche non avere fiducia in qualcuno può essere un concedere fiducia a quello che sentiamo.

Possiamo chiederci se questa fiducia, mancata o persa, è il trascinarsi di vecchie paure, schemi e memorie, o se è invece frutto di intuito e attenta analisi e conoscenza della situazione presente, che non ha le condizioni per trarre quella sicurezza di cui parlavamo sopra.

Questo non possiamo saperlo a priori. Di sicuro vale la pena ascoltare molto bene i segnali interni, le emozioni che viviamo, e accordarle con i nostri pensieri, con le nostre azioni, con le strade che vogliamo intraprendere e le cose che possiamo ancora scoprire e imparare. Si sa che ogni scoperta include una certa dose di rischio.

Come dicevo, a volte non fidarsi di una persona vuol dire fidarsi di sé. Altre volte invece è il risultato di una bassa autostima e scarsa conoscenza di sé

Immaginate che dietro ci sia un sonoro “NO!” in risposta alla domanda “Sarei in grado di affrontare al meglio evoluzioni impreviste e indesiderate?”. Davanti a questo sentenzioso “NO!”, è improbabile fidarsi, lasciarsi andare, mollare il controllo.

La fiducia ha a che fare con il controllo.

Uno degli ostacoli all’avere fiducia nella relazione è infatti il timore di essere in balìa dell’altra persona, in balìa dei sentimenti, in balìa del legame affettivo. In altre parole, la paura di dipendenza dall’altro, che lasciandoci o venendo meno alle nostre attese, potrebbe ferirci insopportabilmente.

La buona notizia è che il contrario di dipendenza è autonomia, non indipendenza.

Il nostro baricentro non si perde nel legame con l’altro e nel fidarsi, se manteniamo saldi i nostri sentimenti, ciò che sentiamo, i nostri criteri, la consapevolezza di chi siamo unita a chi vogliamo continuare a essere. Per restare autonomi non serve evitare di affidarsi e lasciarsi andare in un rapporto, ma è importante basare le nostre scelte su una valutazione binaria, dove assembliamo quello che sentiamo e quello che succede fuori, i nostri criteri personali aggiornati, in tandem, con i dati di realtà, una realtà esterna che evolve e con cui possiamo evolvere anche noi.

La fiducia è graduabile.

Possiamo dosare e modulare la fiducia in una persona e in una relazione, non serve che sia totale, che riguardi tutti gli aspetti della relazione e del legame, né che sia ON/OFF. Possiamo abbassare e alzare la guardia armonicamente e in libertà, rispettando profondamente ciò che viviamo e che ci accade, parlando con l’altro e ascoltandolo.

Possiamo abbassare la guardia non perché tutto andrà come desideriamo, ma perché troveremo comunque un modo per affrontare quello che succederà.

Cosa non è la fiducia

Infine è bene considerare che la fiducia non è

  • ingenuità
  • pretesa
  • illusione
  • perdita di controllo
  • cecità
  • rifiuto o negazione della realtà

Avere fiducia non è sperare. Avere fiducia non è credere ciecamente,  fiducia non è fede.

Fidarsi è darsi la possibilità di portare avanti un gioco, con la consapevolezza che nei giochi si vince e si perde, ma quello che si guadagna è la capacità di giocare, meglio di prima.

 


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Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
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