Non c’è leggerezza senza consapevolezza relazionale

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leggerezza

Sperimentare leggerezza non deve significare essere menefreghista e vivere come se importasse solo ciò che vuoi tu. Leggerezza non significa impulsività, né egocentrismo. La sensazione di libertà che ricerchi quando ti senti stressata e appesantita dice molto del tuo stile di vita, delle vicende che stai attraversando e dell’equipaggiamento con cui lo fai. Eppure queste sono variabili che contribuiscono ad appesantirti, ma non sono loro le zavorre che ti impediscono di essere più leggera.

Per coltivare leggerezza è imprescindibile essere consapevoli di alcune dinamiche che spesso ti porti dietro come delle vere e proprie zavorre. Sì, le zavorre sono nelle dinamiche delle tue relazioni, non nelle vicissitudini che vivi.

I limiti e i principali pesi hanno a che fare con le relazioni importanti per te e, più in generale, con il tuo modo di vivere le relazioni e creare e mantenere connessione con gli altri.

 

Le due zavorre principali

 

Si chiamano sensi di colpa e senso del dovere. Le riconosci perché vorresti tanto fare qualcosa ma ti ripeti che non puoi perché questo scatenerebbe in qualcun altro un disagio. O viceversa, non vorresti fare qualcosa, ma pensi di non poter esimerti dal farla, perché la tua astensione minerebbe degli equilibri.

Non ti posso dire che non devi tenere in considerazione le implicazioni relazionali. Anzi. Voglio dirti proprio il contrario.

Molto spesso non ti accorgi che ognuno dei limiti che senti e ognuno dei pesi che ti impediscono di vivere con leggerezza, sono invece delle scelte tue. Delle scelte a volte anche sagge, perché proteggono le cose più importanti che hai. Che quasi mai sono cose, appunto.

Il modo che voglio suggerirti io per liberarti dalle zavorre emotive non ha a che fare con la potatura, ma con la conoscenza.

Per lasciare andare queste zavorre devi conoscerti profondamente. Serve trovare dentro di te la mappa e la  gerarchia dei valori che stai coltivando e che da sempre ti caratterizza.

Cosa conta davvero per te? A che condizioni? Cosa non puoi permettere che accada? Cosa non potresti perdonarti? Perché? E poi, cosa ti fa sentire viva davvero? Cosa sogni per te? Cosa ti impedisce di cominciare a trasformare i sogni in piani? Perché?

 

  • Abbi il coraggio di riconoscere ogni impedimento come tua scelta, all’interno dello scenario che ti aprirebbe se facessi qualcosa di diverso.
  • Ricostruisci poi la logica di queste tue scelte. Ce n’è sempre una. Finché non comprendi questo, non puoi che ripetere le stesse scelte, trovandoti allo stesso punto.

 

Quando i tuoi desideri cominciano ad andare in una direzione diversa e sconosciuta, rispetto alle tue scelte e alle tue azioni, hai la possibilità di restare dove sei, o di percorrere le tracce di quei desideri e raggiungerli.
Per la seconda opzione è necessario conoscere anche la strada delle paure. Altrimenti rischi di rinegoziare i primi, per non incappare nelle seconde.

 

 

Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Dr. ssa Veronica Mormina Psicologa
Aiuto adolescenti, adulti e coppie a costruire percorsi verso i loro obiettivi e il loro benessere. Insieme tracciamo la posizione di partenza, la direzione e il tragitto verso la meta.

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